mercoledì, 28 dicembre 2005

Spero che il mio blog non capiti sotto gli occhi di uno specializzando in psichiatria o peggio di uno psichiatra. Sono convinta che mi affibbierebbe il bollino di bipolare in 3 nanosecondi.

No vabbè, in realtà visto che siamo alla fine di dicembre volevo solo fare un piccolo resoconto.

Però devo partire da un po’ più avanti altrimenti risulterebbe incompleto visto che quando parlo del mio ultimo anno mi riferisco a 16 mesi (no niente neuro grazie)

Agosto 2004.
Conosco F. Cioè, a dire la verità lo conosco già, diciamo che lo vedo (per i dettagli vedi qui che non ho voglia di ripetermi).
Scoppia la bomba. Mi innamoro perdutamente.
Comincia la tragedia. E il mio anno sui generis.

Settembre 2004.
Piango per F. Tutto lì. Bel settembre vero?

Ottobre 2004.
Conosco Lui. Dalla padella alla brace.

Novembre 2004.
Mi laureo. Su questo niente da ridire vero? (107 per i curiosi).
Lui se ne va a Roma un fine settimana per trastullarsi tranquillamente quella per cui mi smollerà definitivamente.
Alla festa di laurea di una mia amica nel frattempo io completamente ubriaca faccio sesso con un tizio che baccagliavo tempo prima (o almeno così dice lui, io non ricordo niente)

Dicembre 2004.
Lui aspetta le ore 17.30 del 31 dicembre per invitarmi fuori a festeggiare.
Con F. sono ora ai ferri corti ora no. Ma non si decide a venire da me.

Gennaio 2005.
Conosco gli amici di Lui, che naturalmente non sanno niente. E il suo amico ci prova, e prende il due di picche. Lui comincia a farsi latitante.
F. a volte scompare a volte riappare.

Febbraio 2005.
Non me lo ricordo, mese completamente alcolico.

Marzo 2005.
Alla fine finisco con l’amico di Lui. Relazione lampo di due incontri terminata perché era una emerita testa di cazzo. Ma che lascerà qualcosa di molto buono, ma di questo ne riparleremo.
Litigata con F.
Lui si decide a dirmi (dopo circa due mesi) che non uscirà più con me, perché ha ripreso i contatti con l’altra.

Aprile 2005.
Conosco il Torinese.
F. appare e scompare.

Maggio 2005.
Relazione lampo con il Torinese finita in seguito ai miei attacchi di panico quando sentivo il suo "Ciau né" al telefono.
Varicella per il mio compleanno.
F. ricompare per farmi gli auguri

Giugno 2005.
Decido per la castità.
Conosco il Tenerone. E la cosa bella è che con lui non ci sarà mai niente.
F. latitante.

Luglio 2005.
Concerto di Vasco, concerto degli U2.
In vacanza con M.
14 MMS ad F. in una settimana.

Agosto 2005.
Conosco il Tipo. Velo pietoso per favore.
Altri innumerevoli MMS ad F. di solito seguiti dal silenzio.

Settembre 2005.
La mia idea della castità è sempre più forte e comincia ad essere accompagnata da un certo interesse verso Lesbo. Non si sa mai.
Conosco Emme, penso “carino”, poi quando in macchina si mette a fare una filippica contro Berlusconi penso “carino ed interessante” ma ormai sono casta e pura.
Sms e MMS verso F. ridotti al minimo storico

Ottobre 2005.
Rivedo F.
Io decido che lui è l’uomo della mia vita, lui decide che vuole stare con un’altra.
Complimenti per il tempismo ad entrambi.

Novembre 2005.
Non pervenuto.

Dicembre 2005.
Finalmente dopo aver esorcizzato il dolore per F. sul blog, dopo aver capito che la nostra storia non ha futuro, dopo aver accettato che non potremo mai stare insieme, decido di andare avanti veramente con la mia vita e finirla con storie destinate all’insuccesso prima di iniziare.
Tramite una mail, dal niente riprendo contatto con Emme.
E usciamo.
E cazzo, ci sto proprio bene con lui.

E adesso?
Non lo so. In questo momento la cosa bella è che ho di fronte a me l’ignoto. Vivrò di giorno in giorno e vedremo dove andremo a finire.
Threadgoode ha svarionato alle 23:53 | link | commenti
categorie: pensieri
lunedì, 26 dicembre 2005


Sono felice!!!
Buonanotte Mondo.
Threadgoode ha svarionato alle 03:49 | link | commenti (1)
categorie: emme
domenica, 25 dicembre 2005

Post Natalizio.

Ok Ok auguro a quelli che passano di qui Buon Natale (si vocifera che sia maleducato non farlo).

E adesso vi racconto in anteprima la mia giornata.
Tra poco aperitivo con le amiche per scambiare i regali.
Quindi pranzo natalizio dalla zia. Portate circa 130 per 10 persone, credo. Il compagno di mio zia che all’aumentare dell’alcool aumenterà pure il volume della voce. Mia zia che nel frattempo abbasserà il volume guardandolo in cagnesco. Mio padre comincerà a fare le solite battute, sempre uguali da 10 anni a questa parte, sulla pettinatura della sorella del compagno della zia. Mio fratello che prenderà in giro mia madre. Mia madre che non capirà le battute di mio fratello. Mio cugino che volerà via dal tavolo appena preso il caffè per rinchiudersi in camera. Poi, la classica sfilata di parenti(serpenti).
L’unica cosa che mi consola è che tra mezz’ora sarò già talmente ubriaca da non capire più niente.
Sì lo so, ho detto che devo smettere di bere. Ma a Natale no! È l’unico modo che conosco per sopravvivere.

Speriamo in una sorpresa improvvisa di Emme.
Threadgoode ha svarionato alle 11:24 | link | commenti
categorie: sfoghi
mercoledì, 21 dicembre 2005

Post per un Amico Virtuale

Ho pensato a lungo su come rispondere e alla fine ho deciso di dedicarti un po’ di spazio sul mio blog, anche perché questo è un argomento che mi coinvolge personalmente.
Lungi da me giustificare quella ragazza, io non ho idea di cosa abbia in testa, però quelle parole le ho pronunciate anche io, quindi vorrei solo spiegarti quello che significavano per me.
Mi sono trovata in una situazione strana. Prima un fidanzamento lunghissimo, avevamo già scelto le fedi, a quest’ora sarei sposata se fosse durato. Una serie di storie a seguire una più fallimentare dell’altra. Errori miei soprattutto, nella ricerca di un po’ d’affetto non facevo distinzione a chi lo chiedevo. Arrivi ad un certo punto che ti rendi conto che così non si può andare avanti. E ci vuoi vedere chiaro, soprattutto in te stessa. E in quei momenti una persona accanto, una storia, è solo un fenomeno destabilizzante e sai già che sarà destinata a finire. Però sei anche consapevole che alla fine le occasioni nella vita si presentano una volta sola. Allora cerchi di far capire che in quel momento non ce la fai, non hai la testa, e il tuo cuore è talmente ferito che è incapace di battere. Ma se la persona ti piace non vuoi perderla, è solo il momento sbagliato, momento che potrebbe passare.
In questo caso chi era con me in quel momento non ha capito. Si è cominciato a comportare da fidanzato perfetto nonostante io continuassi a dirgli che non volevo una storia, con gelosie annesse, e quando gli ho detto che la doveva smettere ecco che semplicemente ha tirato fuori l’orgoglio e mi ha abbandonata nel giro di tre giorni.
Cosa puoi fare con lei?
Se ti piace potresti aspettare. Cercare di capire se la sua è solo paura, o se esce con te solo perché non sa che fare. Nel primo caso ci vuole molta molta pazienza, nel secondo, beh mollala in tre secondi netti.

P.S. Piccolo appunto personale. Chi dice che noi donne puntiamo solo al bastardo, probabilmente non ne ha mai conosciuto uno vero, perché se fosse successo, stai tranquillo che al primo sentore di bastardo scapperebbe a gambe levate.
Threadgoode ha svarionato alle 18:29 | link | commenti (2)
categorie: pensieri

Usciamo da un paio di settimane. Oddio non è proprio così, però abbiamo scavalcato la domenica quindi, per me, sono due settimane.
Mi viene a prendere a casa, mi riporta, ordina da bere per entrambi, è cavaliere, gentile e premuroso. Si fa 45 minuti minimo di macchina per raggiungermi. È un bel ragazzo, ha cultura, canta in un gruppo rock ma è appassionato pure di musica andina e suona il flauto di Pan. Non mi ha ancora toccato con un dito, solo baci casti sulle guance.
Insomma un ragazzo normale, che non prende il fatto che esco con lui come un permesso intrinseco di violentarmi alla prima occasione.


Sono arcisicura che al prossimo plenilunio si trasformerà in un licantropo.
Threadgoode ha svarionato alle 18:12 | link | commenti (4)
categorie: emme
martedì, 20 dicembre 2005

Stavolta mi sono veramente innamorata.

Non importa quello che dovrò fare o quanto dovrò impegnarmi.

Non importa le lacrime che verserò.

Non importa se mi daranno della pazza.

Questo finirà sul mio letto prima o poi!!!!!

Threadgoode ha svarionato alle 01:07 | link | commenti (8)
categorie: pensieri
domenica, 18 dicembre 2005

“e la vita continua anche senza di noi,
che siamo lontani oramai,
da tutte quelle situazioni che ci univano,
da tutte quelle piccole emozioni che bastavano”

L’amore che ho dentro lo porterò con me tendendolo stretto. Non permetterò al dolore di ucciderlo. So che si dice spesso “Non sarà mai più così”, ma non credo di riuscire a provare ancora sentimenti tanto intensi. Li ho conosciuti con te. E rimarranno per sempre attaccati a te.
Sono all’accettazione, e voglio andare avanti. Mi hai lasciato andare e adesso io cammino verso il mio futuro
Threadgoode ha svarionato alle 15:06 | link | commenti
categorie: il passato
sabato, 17 dicembre 2005

E siamo ad oggi. Non so se state insieme e non lo voglio sapere.
Cerco di ricostruire la mia vita pezzetto per pezzetto. Ho ricominciato a sorridere, e a prendermi cura di me. So che ormai non sei più mio. Forse non lo sei mai stato non lo so. Ma ora ho questa consapevolezza. Ti amo ancora da morire. Ma adesso affronto la sofferenza. Non sto più ad anestetizzarmi in ogni modo. Voglio viverla, affrontarla di petto. Adesso piango per te, tutti sanno che sono innamorata di te. Non mi nascondo più dietro l’atteggiamento da dura. Non so quanto ci vorrà, forse una settimana, un mese, un anno, ma so che prima o poi starò bene. Conoscerò altri uomini, alcuni mi faranno battere il cuore, di altri mi innamorerò. Ma non sarà mai come con te. Per te ho devastato la mia vita, ho mentito, ho fatto pazzie. Per passare poche ore con te mi sono fatta km in treno. Ma non rinnego niente, ne è sempre valsa la pena. Difficilmente proverò ancora le sensazioni che mi provocavi tu e forse è meglio così.
Sei stato il primo e unico amore della mia vita.
Siamo diversi, io caciarona e tu serioso, io mezza matta da fare le cose improvvisate e tu che invece necessiti di ogni sicurezza possibile e immaginabile, io di sinistra tu di destra, io che bevo alcol e fumo e tu praticamente astemio e contro il fumo, io che esco di casa il sabato sera alle 11 quasi quando tu rientri, ma questo non ci ha mai diviso.
Ho poche sicurezze nella vita, le sto rivedendo una ad una, ma ce n’è una che resiste. Che nel profondo io ti amerò sempre, farai sempre parte di me.
Rimarrai per sempre il mio pezzo di puzzle nel mondo.
Threadgoode ha svarionato alle 15:03 | link | commenti (3)
categorie: il passato, la ns storia
venerdì, 16 dicembre 2005

La mia vita è stata completamente devastata, io sono impazzita. Ho smesso di mangiare, ti ho riempito di messaggi fino a farti dire di non mandartene più. Non rispondevi agli sms, alle telefonate, e più tu non rispondevi più io impazzivo di dolore. Piangevo continuamente, la notte non dormivo e ogni volta che pensavo a te e lei insieme il mio stomaco buttava fuori quel poco che riuscivo a tirare giù. Le mie amiche non sapevano più che fare o cosa dirmi. Io continuavo a far girare le tue canzoni sul pc senza sosta, cantandole, urlandole, piangendo. Cancellavo il tuo numero dal cellulare per poi di nuovo scriverlo dopo due ore. Ogni tanto ti mandavo sms pieni di disprezzo, a volte patetici.
Improvvisamente non c’eri più.
Threadgoode ha svarionato alle 23:42 | link | commenti
categorie: il passato, la ns storia
mercoledì, 14 dicembre 2005

Arrivai la sera prima, e dormì da sola nel letto matrimoniale, guardandomi in giro per la stanza e immaginandoti che giravi per essa.
Erano passati 6 mesi dall’ultima volta che ci eravamo visti e ormai non parlavamo più molto. Io ti chiedevo insistentemente di una certa persona, perché ero convinta che tra voi ci fosse qualcosa.
Il giorno dopo lo passai al congresso, con il cellulare in modalità silenziosa, scambiandomi messaggi con te.
Non sapevo cosa provavo. Arrivata all’albergo mi fumai una sigaretta in giardino pur sapendo che tu eri di sopra ad aspettarmi. Avevo paura. Salì le scale invece di prendere l’ascensore. Mi avvicinai alla porta e bussai. Il cuore era impazzito e io non capivo se la mia era emozione oppure terrore. Entrai.
Eri sdraiato sul lettino che stava di lato alla porta. La stanza era pervasa dal tuo profumo. Ti alzasti e venisti da me. Ci abbracciammo senza dire una parola e io con il viso immerso nel tuo maglione ero felice. Non sentivo più freddo, paura. Sentivo il tuo corpo a contatto col mio. Mi allontanai da te e ti dissi “Uh quanti capelli bianchi hai?”.
Ci sdraiammo sul letto e parlavamo, ridevamo. Di nuovo non erano passati mesi. Mi avevi portato dei dolci da parte di tua madre. E io stavolta a casa avevo detto che ti avrei visto.
Non era possibile dopo mesi passati lontano, dopo i pianti, e dopo la sensazione di essere sempre stati insieme che tu stavolta ti arrendessi.
Facemmo l’amore lentamente, come non lo avevamo mai fatto. Senza la solita foga come se lo facessimo l’ultima volta. E le sensazioni erano le solite, quelle di sempre.
Andammo a cena, tu non trovavi la patente e mi facesti guidare. E a cena mi parlasti di lei. Che uscivate spesso e che lei ti aveva chiesto di provare ad avere una storia. Che tu le avevi risposto che c’ero io, che mi amavi, ma che poi alla fine non lo sapevi cosa fare, che in fondo avere una ragazza vicina da non vedere una volta ogni sei mesi non ti dispiaceva troppo.
Non sono mai stata gelosa, anzi sono sempre stata accusata dell’opposto. Per la prima volta provai la gelosia.
Volevo solo rovesciare quel tavolo e mettermi a strillare come un aquila. Tu eri mio e nessuna poteva averti oltre me. Sapevo che eravamo lontani e non era una scappatella ogni tanto che mi preoccupava. No, tu pensavi seriamente ad una STORIA con lei.
I giorni che passarono furono un alternarsi di alti e bassi. Stavamo bene insieme, ma ogni tanto veniva fuori uno squillo suo o un sms. E io cadevo nel baratro. All’inizio un po’ ci ridevi, poi vedevi il dolore nei miei occhi e mi abbracciavi dicendomi che mi amavi. Un paio di volte le telefonasti pure e io ti guardavo immersa nello sconforto più assoluto. Ti vedevo parlare con lei e pensavo che dal giorno dopo saresti stato suo, a portata di mano sua, che lei avrebbe potuto vederti quando voleva, e in quel momento non mi permetteva nemmeno di godere delle mie ultime ore con te.
Il tempo passato con te fu fantastico. Stavamo bene insieme e quello non si può negare.
Poi di nuovo una stazione, di nuovo saluti. Fino alla sera ci fu uno scambio di sms dolci, che rallentò nei giorni successivi, fino ad arrivare a due settimane più tardi, quando un sabato sera, nel cuore della notte, mi arrivò l’sms che temevo “Voglio frequentarla”
Threadgoode ha svarionato alle 21:21 | link | commenti (2)
categorie: il passato, la ns storia